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[Descrivi il tuo progetto]
Machau, dono di Dio, come Gesù che Maria piange sulla croce. Stabat Mater…
Sul testo originale di Jacopone da Todi ho scritto uno Stabat Mater per
quattro voci e organo, “sfidando” illustri Maestri e le loro precedenti
composizioni sul tema.
STABAT MATER
per 4 voci soliste e organo
Musica di Piero Nissim
M°concertatore Franco Meoli

Lucia Pfanner (soprano)
Maria Bruno (contralto)
Piero Nissim
Piero Nissim (tenore)
Riccardo Guercio (baritono)
Franco Meoli (organo)

Motivazioni.
A dimostrazione che Dio è uno, comunque sia lodato, sta il fatto che questo
Stabat Mater, con testo di Jacopone da Todi, così tipico della liturgia
cristiana, è stato musicato da me, compositore di religione ebraica.
Di certo non è stato difficile trovare vicinanze e sintonie per dare
suoni/commozioni a questa Preghiera della Pietà, con Gesù di Nazareth sulla
Croce e la madre ebrea, Myriam-Maria, che lo piange ai suoi piedi.
Ma non è solo la religiosità del tema, a me vicino, che mi ha mosso ed
ispirato.
E’ stato anche il suo carattere di grande pianto laico e civile, che
pervade la scena in un innaturale scambio di ruoli: è la madre che piange
il figlio e ci rende partecipi del suo indicibile dolore; ci accomuna in
una “pietas” che ha la forza della rinascita. Il pianto di Maria diventa
così il pianto di tutte le madri per i figli morti (e rinati nelle loro
lacrime) su tutte le croci della Terra, piantate in ogni spazio/tempo dalla
ferocia dell’uomo: sulla Collina del Golgota, ieri; sui campi di ogni
guerra, da sempre; nel mare di Lampedusa, oggi.

Dopo aver affrontato e musicato vari Lieder del Romanticismo tedesco, in
una sorta di “sfida” con i Maestri del passato, mi cimento qui con un altro
classico della musica liturgica tradizionale – lo Stabat Mater – ancora nel
tentativo, superando troppo facili etichette, di dare spazio in nuove forme
a generi del passato considerati in un certo senso improponibili nella
musica contemporanea.
Questo perché sono persuaso che i compositori odierni, così come i poeti e
gli scrittori, abbiano ancora tanto da dire ripercorrendo in forme e
sensibilità nuove anche stili e schemi “del passato”. Le note, come le
lettere dell’alfabeto del resto, sono quelle. Ma è ancora possibile
mescolarle in nuove alchimie dell’arte e dell’anima, senza ricorrere per
forza a modi di scrittura, spinti all’estremo dello “sperimentalismo”, a
volte (spesso) incomprensibili.
Piero Nissim

Debutto previsto: a Lucca nella prima metà di aprile 2014


[Nome e Cognome / Collettivo]
Piero Nissim

[Spazio]
oltre 50 mq

[Categorie]
Musica

[Professione]
Musicista

[Durata]
evento singolo

[Descrivi il tuo progetto]
carissimi…
vedendovi così accoglienti
vorremmo capire se siete disponibili ad aiutarci.
siamo l’associazione opera liquida, 1 regista drammaturga, 1 formatrice
teatrale attrice, e lavoriamo all’interno della casa di reclusione di opera
milano.
abbiamo già un sacco di progetti in atto sia dentro che fuori con detenuti
ed ex o in permesso, spettacoli, eventi di formaizone, progetti di cui vi
racconteremo se avrete voglia di ascoltarci…
quello che ci manca è un piccolo ufficio da cui far partire le nostre
attività organizzative, una piccola casa, fuori, libera… avete spazio per
noi””… fateci sapere presto..


[Nome e Cognome / Collettivo]
opera liquida

[Spazio]
fino a 10 mq

[Categorie]
Teatro, Formazione, Autocostruzione

[Professione]
compagnia teatro e carcere

[Durata]
permanente

[Descrivi il tuo progetto]
la band ‘n quill.. batteria, basso, chitarra, organetto, ukulele e due
voci… vorrebbe fare da voi anche in acuistico A CIRCLE CONCERT, un
concerto a forma di cerchio dove i musicisti destrutturano il concetto di
palco e pubblico per suonare sullo stesso piano e insieme a chi li ascolta.
il concerto è un rituale di rinascita della poesia, i testi sono originali
e ispirati a poesie di poeti inglesi e americani, e come tale presenta le
stesse caratteristiche degli antichi rituali che avvenivano nel cerchio
magico… il genere è rock e folk.
se la visibilità è buona il rituale è accompagnato da video proiettati
dall’alto verso il centro del cerchio..
vi metto un link del promo


daiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
spazio se cè un 6x6 piu grande è il cerchio piu gente ci sta…

[Nome e Cognome / Collettivo]
‘n quill

[Spazio]
oltre 50 mq

[Categorie]
Arti performative, Musica, Teatro

[Professione]
musicisti

[Durata]
evento singolo

[Descrivi il tuo progetto]
Esposizione delle “reti dei morti”, lenzuoli creati per trattenere i morti,
ispirati dalla cultura mudang. Illuminazione molto bassa, tranne faretti
sui lenzuoli; dj set istruito a combinare suoni forti, da discoteca, a
canti tradizionali sud coreani. Se possibile proiezione dei video sempre di
MADRE sulle pareti e alternati sui lenzuoli.
Ne esce un rito mudang contemporaneo.
Interessati?

[Nome e Cognome / Collettivo]
MADRE

[Spazio]
fino a 50 mq

[Categorie]
Arti visive, Musica, Video

[Professione]
sciamana(?)

[Durata]
evento singolo

[Descrivi il tuo progetto]
Il progetto è fondato sul concetto di “musica intuitiva”. Il modo
espressivo è infatti quello tipico della musica elettronica sperimentale.
“Drone Night” è un “flusso continuo d’improvvisazione senza struttura
predeterminata o forma musicale prestabilita”.
La “Drone Night” è caratterizzata dal fatto che nessuno dei due performer
ha piena coscienza di ciò che ha appena prodotto nè immagina ciò che sta
per realizzare… un continuo presente alimentato da una sorta di
ininterrotto “stream of consciousness” nel quale è la forza dell’intuizione
a far nascere e rinascere il pensiero sonoro.

Gli strumenti usati sono un mix di elettronico ed acustico.
Synth modulari, apparecchiature autocostruite e generatori di suono assai
poco convenzionali, strumenti acustici trattati elettronicamente e non,
oggetti di uso comune, molle bidoni ecc integrati con parti di strumenti
classici, il set up cambia ad ogni performance a seconda della location e
del mood dei due musicisti ed il risultato sonoro varia a seconda dell’
acustica, del contesto e del feedbackback del pubblico, invitato a farsi
trasportare in un viaggio psichedelico più che ad assistere ad un concerto.

Genere:
Drone
ambient
noise
sperimentale
psichdelia

[Nome e Cognome / Collettivo]
Drone Night/ Xelius + El Toxyque

[Spazio]
fino a 50 mq

[Categorie]
Arti performative, Musica

[Professione]
Fonici

[Durata]
evento singolo

[Descrivi il tuo progetto]
Buon giorno ragazzi!
Siamo un gruppo di giovani “artisti” per lo piu’ musicisti e video maker, e
stiamo cercando uno spazio per poter fare un evento una volta al mese nel
caso fosse possibile o anche singolo.
Si tratta di una serata con musica elettronica autoprodotta video
proiezioni installazioni artistiche..abbiamo a disposizioni molti mezzi
tecnici: sound system video proiettori ecc.. siamo molto contenti
dell’energia di macao fin dal primo giorno in torre galfa e nonostante ci
siamo ritirati nelle nostre associazioni culturali in questi mesi ci
piacerebbe molto collaborare insieme per qualche evento e creare qualcosa
di carino in sintonia con il vostro movimento!
grazie e buon lavoro!
Paolo

[Nome e Cognome / Collettivo]
Collettivo Paolo Jankovic / Box vision-music priority

[Spazio]
oltre 100 mq

[Categorie]
Musica

[Professione]
musicisti-video maker

[Durata]
permanente

[Descrivi il tuo progetto]
moving all!-cantiere donchiscotte -quarto movimento-
questo progetto nasce da una piccola esperienza di laboratorio teatrale in
firenze-prato ,l’idea da cui siamo partiti e’ quella di lavorare sul
donchiscotte che abita in ognuno di noi …dargli spazio e esprimerlo in
spettacolo.
Abbiamo ridiseganto Donchiscotte con i nostri occhi e con quelli di tutte
le persone che sono passate e passeranno dal cantiere lasciando o forse
solo affaccinadosi con curiosita’ a questa esperienza , potrete vedere
questo Alfiere del sogno ,che difendendolo con caparbieta’ e ostinazione
riesce a rendere reale cio ‘che sembrava solo immaginato.
il laboartorio e’ aperto a tutti senza limitazioni alcune ,
il lavoro svolto sara’ di teatro danza-teatro fisico
con importanza sostanziale alla componente musicale
(per chi sa’ suonare uno strumento e’ consiglaito di portarlo in sede di
lavoro)
al termine dei 7 giorni di lavoro sara’ offerto al pubblico un open stage
del materiale creato in collettivita’ dal gruppo.
L’idea e’ poi quella di far confluire tutte le varie parti della
composizione in un unica rappresentazione ,attraverso contributi video o
la presenza di piu’ gruppi in scena collettiva.
qui un estratto del primo studio:

saluti e baci!

[Nome e Cognome / Collettivo]
JAcopo BElli-biriba’

[Spazio]
fino a 10 mq

[Categorie]
Teatro

[Professione]
artista-educatore

[Durata]
fino a 1 settimana

[Descrivi il tuo progetto]
svolgere attività di yoga della risata finalizzate ad esprimere al meglio i
nostri bisogni di tornare in contatto con la salute della gioia
incondizionata .


[Nome e Cognome / Collettivo]
ciro caprino

[Spazio]
fino a 50 mq

[Categorie]
Arti performative, Formazione, auto aiuto

[Professione]
insegno yoga

[Durata]
permanente

[Descrivi il tuo progetto]
“Voyeur Of Myself”
La parola chiave è SCORGERSI.
Scorgersi è vedersi inaspettatamente, cogliersi con uno sguardo
all’improvviso. È quello che mi capita, a volte, passando, davanti a una
vetrina nella quale mi rifletto, attraversando il bagno e notandomi con la
coda dell’occhio nello specchio. Quello specchio in cui tutte le mattine,
lavandosi, ci si vede senza guardarsi veramente.
Voyeur of Myself nasce da questo straniamento, è un viaggio alla ricerca
del proprio io attraverso lo scandaglio della propria immagine, passando da
quelle con cui vorremmo sempre rappresentarci al mondo a quelle con cui
rifiutiamo di identificarci.In una sorta di ‘voyeurismo introspettivo’ Tony
D’Agruma si trasforma in un guardone di se stesso per raccontare un
percorso di identificazione e distacco, nel tentativo di vedersi partendo
dalla propria esteriorità. L’obiettivo è quello di svelare gli aspetti
contrastanti di ogni individuo attraverso un’indagine che coinvolge il
piano della fisicità, dell’immagine, degli stati emotivi e del pensiero.
Tra un’installazione di specchi immagini fotografiche e video accompagnati
da scritte e musiche, il pubblico stesso è coinvolto in un gioco di specchi
e riflessi.
Le tre parti:
La prima, 1.0 IL CERCHIO SI E’ CHIUSO?, scava sull’immagine che si ha di sé
e sul bisogno di considerazione, per arrivare a far emergere il senso di
solitudine che scaturisce quando si prende coscienza dello scollamento che
si ha con il proprio io.
La seconda parte si concentra sulla liberazione delle emozioni e delle
pulsioni di ogni genere per far erompere la contraddittorietà che è propria
di ogni individuo, ma che si rifiuta di accettare.
La terza parte, in rapporto dialettico con il pubblico, tenta di lavorare
sull’accettazione della debolezza umana per imboccare una via che conduca a
uno stato armonico.
Nella seconda fase, l’intenzione era quella di trasportare la situazione di
voyeurismo all’interno del processo di lavorazione : si utilizza uno spazio
come residenza creativa in cui si svolge un lavoro di ricerca che
progressivamente dà forma all’allestimento della seconda parte di “Voyeur
of myself”. Durante tale esperienza, l’autore dà vita a una condizione di
“lavoro in vetrina” che consente ai visitatori di osservare, non visti, il
processo di creazione. L’allestimento di una “stanza della verità” è
facilmente realizzabile con una o più telecamere che riprendono le
attività. Altra opzione, più interessante ma di più complessa
realizzazione, è la creazione di una stanza con specchi a doppio fondo,
come quelli usati dalla polizia per osservare gli interrogatori senza
essere scorti. In entrambi i casi, l’autore lavora in isolamento ma
consapevole del fatto che, in qualsiasi momento, potrebbe esserci uno
sguardo che indaga e spia il suo lavoro. Nel corso dell’esperienza della
“stanza della verità” il performer procederebbe al lavoro di ricerca sulla
partitura delle azioni fisiche.
Si richiede una collaborazione per la realizzazione della seconda parte: al
di là del prodotto finito che si intende realizzare, la richiesta riguarda
un sostegno al processo di lavorazione riguardante in modo particolare il
particolare allestimento dello spazio di creazione soprattutto per i
materiali necessari.
Tutto ciò potrebbe non comportare un eccessivo dispendio di risorse e in
cambio fornire utili momenti di visibilità per entrambe le parti.
Sicuramente, nella partita sarei disposto a includere una o più repliche
della prima parte e/o fare un prova aperta finale della seconda.
Tony D’Agruma
Associazione Culturale FORMALIBERA
C. Umbria, 20 – 10144 Torino
Tel. 011489485 - 3393961573
tony.da@libero.it
http://tonydagrumaformalibera.blogspot.com
http://issuu.com/dagrumaantonio/docs/voyeur_of_myself2/3


[Nome e Cognome / Collettivo]
TONY D’AGRUMA FORMALIBERA

[Spazio]
oltre 50 mq

[Categorie]
Arti performative, Teatro

[Professione]
Attore-Insegnante

[Durata]
fino a 1 settimana

[Descrivi il tuo progetto]
Vorrei creare un cinema con poltrone riciclate tipo
creato a Brooklyn (New York)

[Nome e Cognome / Collettivo]
Lapo Novellini

[Spazio]
oltre 50 mq

[Categorie]
Video, Cinema

[Professione]
Comunicatore

[Durata]
permanente

[Descrivi il tuo progetto]
Concerto di mie canzoni per chitarra e voce sola, della durata variabile
tra 1h30 e 2 h. Inserti di letture di poesie (dell’autore) o di interventi
a braccio con il pubblico.

[Nome e Cognome / Collettivo]
Alessandro Rossi

[Spazio]
fino a 10 mq

[Categorie]
Musica

[Professione]
cantautore

[Durata]
evento singolo

[Descrivi il tuo progetto]
Analisi dell’ arte contemporanea in particolare delle arti visive: pittura
scultura e disegno in particolare . Si creano degli incontri dove
sviluppare dei temi e condividerli analizzarli e naturalmente crearli fino
in fondo dove e’ possibile.Creare delle sedute di pittura disegno dove si
puo’ imparare e condividere le propie esperienze artistiche .

[Nome e Cognome / Collettivo]
Fiutoarte

[Spazio]
fino a 50 mq

[Categorie]
Arti visive

[Professione]
Artista consulente artistico

[Durata]
fino a 1 mese

[Descrivi il tuo progetto]
Creare una rete autonoma (staccata da internet) con tecnologie gia’
esistenti o magari basata su netsusuku (http://www.netsukuku.org,
http://it.wikipedia.org/wiki/Netsukuku); dove poter condividere contenuti
multimediali.

(Ppenso a una radio autonoma in streaming [questa con un ponte su
internet], pubblicazione a scadenza fissa dei resoconti dei tavoli o
giornalismo interno da pubblicare in pdf e epub,
e contenuti audio / video di qualunque genere).

Il fatto di essere autonoma ci permetterebbe oltre che di gestirci come
meglio vogliamo, di poter essere (magari) la base di un network cittadino
(con ponti radio domestici, etc, ) paralleleo ad internet ed autonomo,
privo di controlli e censure.

Per le porte verso l’esterno potremmo usare gli strumenti messi a
disposizione da Autistici/Inventati (www.autistici.org).

In seno a questa iniziativa, potrebbero crearsi, corsi di formazione su
sicurezza informatica, anonimanto, programmazione e cyber attivismo.


[Nome e Cognome / Collettivo]
peppe peppeska

[Spazio]
fino a 10 mq

[Categorie]
Editoria, Autocostruzione, AntiInformatica

[Professione]
Informatico

[Durata]
permanente

[Descrivi il tuo progetto]
AU+ è un gruppo noise industrial jazz di sperimentazione audiovisiva.
Il duo, composto da sassofoni ed elettronica, si ispira alla signal
detection theory (SDT), un sistema di misurazione del processo di
estrazione del flusso portatore di informazioni (melodia/armonia) dal
rumore di fondo.
L’idea artistica è quella di riprodurre, attraverso suoni prodotti da uno
strumento a fiato (assimilabile al respiro umano), suoni generati ed
elaborati da un processore ed immagini astratte, la capacità delle macchine
di distinguere il segnale nel caos, l’abilità psicologica dell’uomo di
intercettare le informazioni utili in condizioni di incertezza.
AU+ mette in scena un ideale viaggio alchemico, un percorso di
trasmutazione del piombo PB (noise) in oro, AU (signal/stimulus).

Bio
Fabio Volpi aka Dies_ ha una formazione come artista visivo ed architetto,
dal 2001 è componente stabile del collettivo Otolab. Con la performance
live media “Les Champs magnétiques”, ha vinto il premio internazionale
d’arte “Celeste Prize” a Berlino.

Rosarita Crisafi aka RR è sassofonista, giornalista e aritsta visiva,
scrive di jazz, spettacolo, shopping e trend di consumo.

[Nome e Cognome / Collettivo]
AU+

[Spazio]
fino a 10 mq

[Categorie]
Arti visive, Musica

[Durata]
evento singolo